|
L
L’adroterapia è la figlia più giovane della
radioterapia convenzionale, quella che si effettua con i raggi X (detti 'gammas' o 'fotoni' dai fisici). L’adroterapia utilizza fasci di protoni (ioni
di idrogeno), di ioni carbonio e di neutroni, che sono tutte particelle
più pesanti degli elettroni e sono dette "adroni".
Protoni accelerati a 200 MeV e ioni carbonio
accelerati a 4’700 MeV permettono di irradiare i tumori profondi seguendone il
contorno con precisione millimetrica e di risparmiare i tessuti sani
circostanti.
Produrre protoni e ioni carbonio di queste energie è
più difficile e costoso che produrre gli elettroni da 10 o 20 MeV necessari per
la terapia convenzionale con raggi X. Soltanto i protoni da 200 MeV riescono
infatti a penetrare nel corpo fino a 27 cm e a raggiungere così
i tumori profondi. Per penetrare fino alla stessa profondità gli ioni carbonio
devono essere accelerati a un'energia circa ventiquattro volte maggiore (4’700
MeV), il che implica apparecchiature ancora più grandi.
Per la protonterapia si usano
quindi o "ciclotroni" di 3-4 metri di diametro [Figura:
In un ciclotrone gli adroni percorrono un'orbita a spirale], oppure
"sincrotroni" di 6-8 metri di diametro [Figura:
In un sincrotrone gli adroni percorrono una stessa orbita circolare un
milione di volte].
Invece per la terapia con ioni carbonio si
impiegano "sincrotroni" di 20-25 metri [Figura:
Il sincrotrone de Centro Nazionale di Adroterapia].
|